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"La disciplina delle garanzie nella vendita di beni mobili - Norme italiane ed internazionali applicabili, diritti ed obblighi delle parti, responsabilità del venditore e del produttore, tutele, tecniche di redazione dei contratti, regole di tutela del consumatore" 
Milano 21 settembre, seminario in materia SISTRI - Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti
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Documenti e guide
1.5 Struttura di un impianto videocitofonico analogico

1.5.1 Posti esterni

1.5.2 Monoblocco
Sono i primi ad essere stati realizzati; costruttivamente sono realizzati con una placca frontale in grado di ospitare un numero prefissato di pulsanti, e pertanto non più modificabile.

Ovviamente ne esistono di tipo diverso, con diverse quantità di pulsanti e con diverse dimensioni in altezza, in modo da permetterne l’abbinamento fino ad ottenere la quantità minima di pulsanti necessaria a realizzare l’impianto. Hanno il vantaggio di essere facilmente installabili, ed inoltre consentono una razionalizzazione dei codici in fase di industrializzazione, rendendo più agevole la scelta del tipo di prodotto, anche con l’aiuto di semplici tabelle di composizione.

Di contro, penalizzano alcune tipologie d’impianto in cui può talora essere necessario realizzare il posto esterno con un numero di pulsanti superiori al necessario, con conseguente disarmonia estetica. Presentano inoltre un foro, protetto da vetrini trasparenti non opachi, in concomitanza alla disposizione sul sottostante telaio della telecamera, con il relativo obiettivo, solitamente grandangolare, in modo da fornire la visione più ampia possibile del soggetto posto di fronte alla stessa.

Per evitare il fenomeno dell’ ”abbagliamento” della telecamera, soprattutto in presenza di forti sorgenti luminose, quali ad esempio il sole, è consigliata l’installazione con tettuccio di protezione o in ambienti protetti.


1.5.3 Antivandalo
Sono realizzate nello stesso modo delle monoblocco standard, dalle quali differiscono per la qualità dei materiali utilizzati.
Anche per questo tipo di posti esterni, le placche presentano il foro per la visione della sottostante telecamera.

Per la placca si utilizza difatti acciaio inox, i normali vetrini portanome di plastica sono sostituiti da policarbonato di spessore adeguato, dai 3 ai 5 mm., ed i pulsanti di  chiamata sono solitamente a filo placca ed anch’essi in acciaio, per avere maggiore resistenza alle manomissioni ed agli inserimenti di corpi estranei.


1.5.4 Modulari
Nelle targhe modulari, la placca frontale non ospita più i pulsanti di chiamata, ma serve come elemento di finitura per i moduli funzione, che trovano posto su un apposito telaio portamoduli.
In tal modo, in base alla tipologia d’impianto necessario (citofonico o videocitofonico)  ed alle chiamate, la targa verrà realizzata assemblando fra loro i telai portamoduli, le cui dimensioni in altezza variano proprio in ragione alla quantità di moduli inseriti (da uno a quattro).

Poiché i moduli di chiamata variano, consentendo nelle stesse dimensioni di ospitarne da uno ad otto, il grosso vantaggio di queste targhe sta nella possibilità di ottenere per ogni impianto la giusta sequenza di pulsanti, e di  poter in ogni momento variare l’uso della targa stessa, magari con l’inserimento del modulo telecamera.

Di contro, per ottenere tutti i servizi necessari, è necessaria una gamma con molti più codici, con le evidenti difficoltà di ordine pratico nella scelta degli articoli, oltre che nell’assemblaggio sia meccanico che elettrico della targa.

L’inserimento di un modulo telecamera, in plastica trasparente o in metallo con foro per la retrostante telecamera, permette la trasformazione in modo rapido di un posto esterno citofonico in videocitofonico.

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1.1 Generalità
1.2 Struttura di un impianto citofonico analogico
1.3 Gruppo di alimentazione
1.4 Derivati interni
1.5 Struttura di un impianto videocitofonico analogico
1.6 Gruppo di Alimentazione
1.7 Distribuzione video
1.8 Derivati interni
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